Case Green: Via Libera Del Parlamento Ue

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14 Mar, 2024

Case Green: Via Libera Del Parlamento Ue

La direttiva Case Green ha avuto il via libera del Parlamento Europeo che, in seduta plenaria, ha votato in via definitiva il testo il 12 marzo 2024. La “direttiva case green” EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) stabilisce le linee guida che ogni Paese membro dovrà seguire per definire le misure necessarie a raggiungere gli obiettivi climatici UE 2050 nei rispettivi piani nazionali di ristrutturazione.

Lo scopo della revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia, ricorda il Parlamento Europeo, è ridurre progressivamente le emissioni di gas serra e i consumi energetici nel settore edilizio entro il 2030 e pervenire alla neutralità climatica entro il 2050. Tra gli obiettivi figurano anche la ristrutturazione di un maggior numero di edifici con le prestazioni peggiori e una migliore diffusione delle informazioni sul rendimento energetico.

Il testo fa parte del pacchetto “Fit for 55” (“Pronti per il 55%”) e ne modifica il contenuto rendendo le disposizioni meno stringenti.

LE NOVITÀ INTRODOTTE NEL TESTO FINALE
  • gli Stati membri hanno il compito di definire requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici. Ossia, tutti i nuovi edifici devono essere almeno a energia quasi zero (e dal 2028 a emissioni zero). Inoltre è necessario fissare i requisiti minimi di tutti gli edifici che subiscono una ristrutturazione significativa. Il testo originario prevedeva, invece, che entro il 2030, l’obiettivo era raggiungere la classe energetica E per gli edifici residenziali, mentre entro il 2033 bisognava migliorare ulteriormente arrivando alla classe energetica D;
  • arriva il passaporto di ristrutturazione per gli Stati membri dell’Unione Europea. Deve essere redatto in formato digitale da un esperto qualificato o certificato, sarà lo Stato membro a decidere se sarà obbligatorio o no. Contiene una tabella di marcia completa per la ristrutturazione, indicando le fasi e i benefici attesi in termini di risparmio energetico, riduzione delle spese e delle emissioni di gas serra nel corso del ciclo di vita dell’edificio. Sarà disponibile un sistema digitale per la preparazione e l’aggiornamento dei passaporti di ristrutturazione. Gli Stati membri potranno sviluppare strumenti complementari per la simulazione e l’aggiornamento semplificato dei passaporti;
  • ok al nuovo Attestato di Prestazione Energetica (APE). Attualmente, l’APE è un documento obbligatorio in determinati casi e deve essere allegato ai contratti di compravendita e locazione, con una validità massima di 10 anni. Il nuovo certificato deve includere le prestazioni energetiche dell’edificio in kWh/(m2.a), la classe di prestazione energetica da A a G e le raccomandazioni per il miglioramento delle prestazioni energetiche, se necessario. Deve essere emesso in formato digitale per gli edifici nuovi o ristrutturati e per gli edifici pubblici esistenti;
  • la versione iniziale della EPBD prevedeva il divieto di fornire agevolazioni per gli apparecchi alimentati a combustibili fossili, sia per i nuovi edifici che per le ristrutturazioni, come spiegato in questa guida. Questo divieto sarebbe entrato in vigore progressivamente dal 2025, impedendo l’uso di combustibili fossili. Tuttavia, la data per il divieto completo è stata spostata in avanti al 2040, mentre il bando totale era in precedenza fissato al 2035. Nonostante ciò, sarà ancora possibile incentivare i sistemi di riscaldamento ibridi, come quelli che combinano caldaie e pompe di calore;
  • tutti i nuovi edifici, sia residenziali che non residenziali, dovranno avere zero emissioni “in loco” di combustibili fossili. L’obbligo scatterà a partire dal 1° gennaio 2028 per gli edifici di proprietà pubblica e dal 1° gennaio 2030 per tutti gli altri nuovi edifici. Inizialmente, l’obbligo sarebbe entrato in vigore per i nuovi edifici pubblici a partire da gennaio 2026, mentre per gli altri casi la scadenza era fissata per il 2028;
  • gli edifici che potranno essere esentati dagli obblighi includono quelli soggetti a vincoli specifici o vincoli di area, gli edifici religiosi, quelli temporanei, le seconde case utilizzate per meno di quattro mesi all’anno, gli immobili militari e quelli inferiori ai 50 metri quadri. Rispetto al testo iniziale quindi, le esenzioni sono aumentate.

COSA PREVEDE LA NORMATIVA CASE GREEN UE PER L’ITALIA

La Direttiva case green UE ha un unico obiettivo per tutti gli stati membri, ossia l’obbligo di rispettare le scadenze per raggiungere la neutralità climatica nel 2050.

Sappiamo da un report ISTAT che l’Italia deve fare i conti con un patrimonio immobiliare vecchio e poco “green”, con circa 1,8 milioni di edifici residenziali in classi energetiche basse (D o G) sul totale di 12 milioni.

l nostro Paese potrà richiedere deroghe sugli edifici alla Commissione europea e queste deroghe, consentiranno una revisione degli standard minimi da raggiungere anche all’Italia. Le deroghe potrebbero essere applicate fino al 22% degli immobili, inclusi circa 2,6 milioni di fabbricati residenziali in Italia, e non andranno oltre il 1° gennaio 2037.

STOP ALL’USO DI FONTI FOSSILI E AI RELATIVI BONUS
Sia per i nuovi edifici che per quelli esistenti in fase di ristrutturazione, con l’entrata in vigore della direttiva case green scatta il divieto di utilizzare sistemi di riscaldamento a combustibili fossili. Soprattutto, quindi, le caldaie a gas. Sono esclusi dal divieto:

  • i sistemi ibridi, ovvero quelli costituiti da una caldaia a condensazione e da una pompa di calore, controllati da una centralina unica;
  • le caldaie certificate per funzionare con combustibili rinnovabili, come il biometano o l’idrogeno.

Il testo ha stabilito anche che i Paesi membri non devono più offrire incentivi finanziari per l’installazione di caldaie individuali che usano combustibili fossili a partire dal 1° gennaio del 2025 ed entro il 2040 (la prima scadenza era il 2035). Dunque, a breve i bonus casa che conosciamo, cambieranno e saranno riorganizzati per essere in linea con la direttiva UE.

L’approvazione della Direttiva case green è avvenuta il 12 marzo 2024 ma si attende ora l’approvazione formale del Consiglio e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per l’entrata in vigore. L’entrata in vigore del provvedimento non è però vicina: il recepimento degli Stati membri non avverrà prima del dicembre 2025.

 

 

Per approfondimenti:

Direttiva Case Green EPBD
PNIEC (PIANO NAZIONALE INTEGRATO PER L’ENERGIA E IL CLIMA)